La comunicazione sanitaria ai tempi del Covid-19

La comunicazione sanitaria ai tempi del Covid-19

La recente crisi sanitaria causata dall’epidemia di Covid-19 ha portato alla ribalta un annoso dibattito, quello sui servizi di telemedicina, basati sull’informazione e sull’interazione con il paziente a distanza. Spesso, alcuni medici e operatori sanitari guardano con sospetto ai canali di comunicazione digitale e li considerano una potenziale minaccia per il rapporto medico-paziente. Molti di loro sono convinti che l’immediatezza e la velocità di Internet possa in qualche modo andare in contrasto con un approccio terapeutico professionale e responsabile. È davvero così?

In quest’articolo vedremo alcune attività di comunicazione online svolte da istituzioni pubbliche e professionisti del settore sanitario per affrontare l’emergenza sanitaria.

Infodemia e corretta informazione

L’improvvisa esplosione della pandemia ha invece evidenziato l’importanza vitale – nel vero senso della parola – di una comunicazione online tempestiva, efficace e chiara. In un momento in cui saper orientare i cittadini verso i comportamenti più corretti è fondamentale per la prevenzione dei contagi, è emersa la mancanza di un flusso informativo centralizzato e ben organizzato. La ragione è facile da intuire: la cosiddetta crisis communication, quella che si attua in situazioni di emergenza o crisi – epidemie, terremoti, attacchi terroristici, disastri naturali – richiede una pianificazione accurata, e non può essere improvvisata.

È così che, in un momento di forte preoccupazione sanitaria, siamo stati bombardati da notizie diverse e spesso discordanti tra loro, e l’epidemia si è trasformata in infodemia, scatenando comportamenti dovuti al panico e all’errata interpretazione o gestione delle informazioni trasmesse dalle istituzioni pubbliche. Tutti noi ricordiamo la fuga in treno dalle varie città del Nord Italia verso le regioni del Sud, a seguito della fuga di notizie sull’imminente approvazione di un nuovo Dcmp che avrebbe bloccato gli spostamenti dalle zone rosse, o gli episodi di razzismo verso i cittadini asiatici.

Per tale ragione, gli amministratori pubblici, il governo, le istituzioni sanitarie, le associazioni, i media e la comunità scientifica hanno il compito di gestire in modo rigoroso e coerente le informazioni riguardanti la salute dei cittadini, evitando la sovrapposizione tra le fonti. I medici e gli scienziati – in particolare chi ha ampia visibilità mediatica – devono imparare a controllare la diversità di opinioni per evitare di seminare panico e confusione tra le persone, e a semplificare i dati più complessi per renderli accessibili a tutte le fasce di popolazione. Questa strategia di coordinamento appare come l’unica via efficace per incentivare i cittadini dei Paesi democratici al rispetto consapevole delle norme sanitarie imposte dalle istituzioni.

Un esempio di comunicazione istituzionale efficace

Per contrastare le fake news e raggiungere le fette di popolazione a cui non arrivano i messaggi istituzionali, il governo finlandese ha deciso di affidarsi agli influencer per la diffusione di informazioni sul Covid-19. Tale scelta conferma che i social network e in generale i media digitali vanno considerati al pari di TV, radio e giornali quando si è alle prese con una campagna di prevenzione sanitaria.

Cosa ci ha insegnato il Coronavirus?

L’epidemia di Covid-19 può far riflettere tutti i medici e operatori sanitari su alcuni punti fondamentali.

Le potenzialità dei mezzi digitali

Il primo riguarda le potenzialità dei mezzi digitali: essi possono essere usati non solo per fare informazione su certe patologie, ma anche per offrire dei video-consulti ai propri pazienti, soprattutto quando gli spostamenti fisici sono limitati da situazioni di rischio sanitario, dallo stato di salute o dall’età avanzata del soggetto.

L’importante funzione di informazione ed educazione svolta dal personale sanitario

Un altro aspetto fondamentale è la consapevolezza dell’importante funzione di informazione ed educazione svolta dal personale sanitario. Ogni medico, psicoterapeuta, fisioterapista e nutrizionista deve sviluppare adeguate competenze comunicative sia online che offline, non solo per prendersi cura dei pazienti in questa fase di isolamento domiciliare, ma in generale per fornire loro delle informazioni mediche chiare e accessibili anche a distanza. Grazie ad esse, ogni specialista potrà migliorare l’efficacia di un intervento terapeutico o preventivo, favorendo la compliance e una guarigione più rapida.

Esempi di contenuti realizzati da liberi professionisti del settore sanitario

Come esempi virtuosi di professionisti che hanno fornito contenuti nei loro settori di competenza, voglio citare la farmacista e naturopata Carlotta Gnavi,  lo psichiatra Valerio Rosso, il fitness coach Marco Caggiati ed il biologo nutrizionista e divulgatore scientifico Iader Fabbri. Voglio ribadire e sottolineare questo punto: questi professionisti non si sono spacciati per improvvisati virologi, né hanno fornito contenuti in merito. Si sono limitati ad affrontare l’argomento per ciò che gli compete.

La farmacista e naturopata Carlotta Gnavi, ci parla dei prodotti che la natura ci offre per affrontare al meglio, a livello emotivo, questo periodo di quarantena.

Lo psichiatra Valerio Rosso ci parla della gestione dello stress che può provocare una situazione difficile come quella attuale.

Con i suoi canali  (pagina facebook e canale youtube) per il progetto “Bella e in forma in 30 minuti”  Marco Caggiati propone alle donne degli allenamenti da poter fare a casa. Per questa quarantena ha pensato anche a dei video per aiutare le mamme a far muovere i bambini che non possono uscire a giocare.

Il biologo nutrizionista Iader Fabbri dà i suoi consigli per mantenere un corretto stile di vita anche in quarantena.

I servizi di tele-consulto medico

In Rete esistono diversi servizi di tele-consulto: un esempio è il portale Top Doctors, che nelle ultime settimane ha visto triplicare le richieste in Italia, Spagna e Regno Unito. Anche alcune aziende sanitarie italiane hanno saputo cogliere le possibilità offerte dal Web: l’USL Toscana Sud Est ha creato il gruppo Facebook “C. siamo COV-19 Spazio di incontro e condivisione isolamento domiciliare” in cui un team di infettivologi e psicologi offre supporto gratuito alle persone in isolamento domiciliare. La Regione Lazio ha attivato invece l’app LAZIOdrCOVID, un servizio di assistenza e monitoraggio medico a distanza per i soggetti a maggiore rischio di contagio.

Conclusione

Tutti questi esempi evidenziano la necessità, per tutti i professionisti del settore sanitario, di sviluppare un piano di comunicazione online ben articolato, sia per aiutare i propri pazienti ad affrontare le difficoltà di questo periodo, sia per offrire loro degli strumenti informativi utili e accessibili in qualunque momento.

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